Perché seguire un regime alimentare sano
Ho sempre ritenuto estremamente importante educare i bambini ad una corretta alimentazione.
Il motivo è semplice: un regime alimentare sano ed equilibrato adottato fin dall’infanzia è la premessa fondamentale affinché il bambino, una volta adulto, sia in buona salute, senza carenze alimentari, in una parola, sano.
Una sana alimentazione coadiuvata da adeguata attività fisica aiuta a prevenire, nell’età adulta, numerose malattie croniche quali obesità, diabete di tipo 2, alcuni tipi di tumore, malattie cardiovascolari e già nell’infanzia ad evitare il sovrappeso infantile.
Il processo educativo inizia dalla nascita, nel momento in cui cioè il bambino non è più protetto dal corpo materno, che fino a quel momento gli ha procurato nutrimento e ossigeno, l’ha tenuto al caldo e lo ha difeso dal mondo esterno.
Le fasi del nutrimento
Latte materno e svezzamento
Per i primi sei mesi di vita, il neonato si nutre di latte materno o di latte artificiale, qualora la mamma non abbia la possibilità di allattare al seno o la produzione del latte non sia sufficiente per il piccolo.
Tra il 4° e il 6° mese di vita comincia lo svezzamento, momento in cui il bambino inizia ad avere necessità nutrizionali che il solo latte non riesce a colmare ed è psicologicamente e fisicamente pronto a questo passaggio.
Si comincia con minime dosi per poi passare alla sostituzione della poppata di mezzogiorno con la prima pappa.
Tra il 6° e il 7° mese vengono introdotti più alimenti tra cui i cereali contenenti glutine.
I primi tre anni di vita
Con il primo anno di vita termina lo svezzamento e il bambino inizia ad avere un’alimentazione sempre più varia che lo porterà a nutrirsi come un adulto.
All’inizio del secondo anno, il bambino potrà condividere i pasti con il resto della famiglia ma, quest’ultima, dovrà avere cura di sminuzzare tutto in piccoli pezzetti, di passare alimenti contenenti semi e di evitare cibi fritti.
In età prescolare, invece, il cibo diventa per il bambino anche un modo per socializzare e un momento di confronto: con l’ingresso all’asilo, il bambino incomincia a rapportarsi con i suoi coetanei, a copiarne alcuni comportamenti, a confrontarsi. E così può capitare che all’asilo venga mangiato anche quello che a casa è rifiutato in modo categorico.
In questa fase il consumo energetico aumenta e così anche l’appetito.
L’alimentazione del bambino dall’età scolare in poi
Crescendo le abitudini alimentari si consolidano: per questo è fondamentale l’alimentazione sia corretta e sana.
Se ben impostato, il bambino manterrà uno stile di vita salutare e farà scelte nutrizionali corrette che, unite a una regolare attività fisica, lo terranno lontano dai rischi di malattie croniche.
I carboidrati e l’apporto di energia
I carboidrati sono una fonte importantissima di energia per l’organismo, in particolare per i bambini.
Si dividono in carboidrati semplici, gli “zuccheri” (glucosio, fruttosio ad esempio) e complessi (amido, glicogeno, destrine).
L’amido si trova soprattutto nei cereali, nelle patate e nei legumi e, per essere digerito, deve essere sottoposto a cottura.
La funzione principale dei carboidrati è quella di fornire energia e per questo sono fondamentali in una corretta alimentazione; l’apporto giornaliero come si è detto deve essere di circa il 45-60% dei nutrienti assunti quotidianamente. Se la percentuale eccede, è tenuta dall’organismo come riserva (si forma il glicogeno che si deposita nei muscoli e nel fegato), se invece anche la “riserva” è piena, i carboidrati sono trasformati in grassi e si depositano nel tessuto adiposo: da qui l’aumento di peso.
Per questo motivo è auspicabile l’utilizzo di carboidrati complessi e non di semplici zuccheri che, oltre ad essere dannosi per la salute dei denti dei bambini, possono portare a sovrappeso e obesità.
Gli zuccheri semplici, infatti, forniscono energia di pronto utilizzo e a rapido assorbimento, sottoponendo così il pancreas ad un lavoro intenso per stimolare la produzione di insulina (l’ormone che “invia” il glucosio al sangue): troppi zuccheri semplici nella dieta, pertanto, aumenta il rischio di obesità e di diabete perché se la famosa riserva è piena abbiamo visto che si trasformano in grassi.
Perché la pasta è importante nell’alimentazione dei bambini?
Spesso i bambini hanno l’acetone: si tratta della formazione di corpi chetonici, fenomeno che si produce quando l’organismo esaurisce le scorte di glicogeno ed inizia a trasformare in energia i grassi che però, in assenza degli zuccheri, non vengono completamente metabolizzati. La sostanza che si forma con la trasformazione dei grassi non può essere trasformata in energia e dà luogo appunto alla produzione dei corpi chetonici.
Per questo, e ovviamente non solo, è importante che il bambino assuma quotidianamente la giusta percentuale di carboidrati, indispensabili per una crescita sana per consentire al bambino la sufficiente energia per giocare e studiare durante la giornata.
I carboidrati sono il combustibile migliore per tutte le cellule dell’organismo, indispensabili per globuli rossi e neuroni del cervello: è la molecola del glucosio la sostanza indispensabile, molecola che deriva dai processi di digestione e assorbimento di tutti i carboidrati.
Al contrario degli zuccheri semplici, i carboidrati complessi garantiscono energia per un periodo più lungo e con una maggiore costanza nel tempo: il loro assorbimento è graduale e il pancreas produce insulina in modo continuativo.
Si evince pertanto come la pasta sia fondamentale in un regime alimentare corretto, nel bambino così come nell’adulto; perché sono proprio gli adulti a dover dare l’esempio, a mangiare in modo sano, a trasmettere ai bambini i principi di una sana alimentazione, a vivere con serenità il rapporto con il cibo. In poche parole a garantire loro un futuro da persone sane ed equilibrate.
Per commentare devi accettare i cookie di profilazione. Modifica le tue preferenze sui cookie